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SICCOME MOLTA
GENTE ANDAVA CON LUI...
Lc 14,25-35
Milano, 11
GENNAIO 2004: Riflessione di Luciano Bissoli all'incontro di spiritualità
missionaria della Vigna di Nabot.
Proseguiamo nel nostro cammino, accanto al Signore che è in viaggio per Gerusalemme.
In occasione del precedente incontro abbiamo affrontato quella parte del capitolo 14° dove Cristo afferma che gli invitati al banchetto sono i poveri; a loro spetta il Regno.
Il brano che abbiamo letto oggi è come il proseguire logico, ossia come rendere concreto il significato delle parabole del precedente brano.
Gesù, senza mezzi termini ed in modo radicale, (Fausti definisce le parole di Cristo come una puntura che ci trafigge) ci dice da che parte deve stare e come deve vivere ed agire chi vuole essere suo discepolo.
Non vi nascondo che la lettura di questo brano di Vangelo mi manda in crisi ogni volta.
Non è, infatti, il semplice racconto di un fatto, di un miracolo o di un momento della vita di Cristo che ti possa incuriosire, affascinare. E’ invece un messaggio diretto, che ti riguarda e che non ti dà scampo.
Sono affermazioni così nette e crude che si potrebbe anche disperare o, furbescamente, tentare di minimizzare o considerare le sue parole come di una realtà virtuale e, alla fine, non impegnative.
Ho consultato, in questi giorni, vari testi di guida alla comprensione di questo Vangelo ed ho trovato che questo brano è spesso, tralasciato……. Questo è molto significativo!!!
Citando ancora un frase di Fausti, possiamo però essere aiutati nell’assumere un atteggiamento corretto e fecondo: Signore ti ringrazio perché proprio la mia povertà e inadeguatezza è l’unico mio titolo sicuro per seguirti nel tuo cammino di Figlio, la cui forza è la fiducia nel Padre.
La nostra unica possibilità di essere discepoli è la confessata impossibilità: seguendo san Paolo, possiamo proprio dire: Quando sono debole, è allora che sono forte (2Cor 12,10), forte però della forza di colui che mi conforta e mi rende tutto possibile (Fil 4,13)
“Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse….”
E’ alla folla numerosa che lo segue che Gesù lancia una sorta di statuto del discepolo: è colui che si stacca dalla folla per una sequela più decisa e responsabile.
Luca pensa non solo alla comunità che egli conosce, ma ha a cuore le comunità future, ed è a tutti i credenti che propone le condizioni necessarie per seguire Cristo. E non attenua affatto, anzi acuisce l’esigenza di una radicalità (la puntura che trafigge!!!), qui più marcata che altrove.
L’invito è: rompere i legami familiari, persino i legami con se stessi. La salvezza non è a buon mercato. Come è stata a caro prezzo per Cristo, così lo è anche per chi lo segue: se a lui costò il dono della vita, al discepolo costa la povertà per riceverla.
Luca, utilizza, paradossalmente il verbo odiare che è tuttavia da intendere nel senso di avere un distacco, comunque radicale. Dio chiede un amore esclusivo; ogni altro amore deve essere correlato e relativo a lui.
Inoltre al discepolo, ad ogni discepolo, è richiesto il coraggio di percorrere la via della Croce, con tutte le conseguenze che tale via comporta. La vita cristiana non è un atto eroico che si consuma all’istante. Esige pazienza e resistenza al grigio del quotidiano, nonché la fedeltà nel seguire Cristo che, sempre, ci precede. A noi è chiesto solo di camminargli dietro.
Le parabole del costruttore della torre e del re in guerra
Improvvisamente Gesù cambia registro nel suo discorso. Da diretto, o meglio duro quale era, ora viene proposto tramite due parabole affinché chi ascolta possa riflettere e calcolare bene il rischio prima di fare la scelta definitiva.
Più che scoraggiare gli eventuali superficiali, irriflessivi, presuntuosi, vuole suggerire le condizioni per perseverare.
Ecco il segreto: solo chi rinuncia ai propri beni potrà seguire fino in fondo Gesù Cristo.
Infine, il paragone del sale: occorre che il sì a Cristo conservi nel tempo tutto il suo vigore.
O i cristiani danno sapore alla vita – anche quella altrui – con la loro fedeltà al Vangelo, o finiranno per diventare una massa amorfa che non dà sapore a questo mondo né feconda quello futuro.
Spunti di riflessione
Qualcuno potrebbe trovarsi a disagio di fronte alla radicalità del Vangelo di Luca. Sarebbe già buon segno: vorrebbe dire che l’ha intesa bene. Il pericolo maggiore è quello di chi si aggrappa ai vetri pur di trovare qualche giustificazione esegetica per addolcire, come dicevamo all’inizio, le parole di Cristo. Anche qui, perché non vedere la serietà di Dio che, se punta al massimo, è perché ha fiducia nell’uomo? Non è una grande prova che Dio rispetta (perché l’ama) la sua creatura?
Come potresti avere stima di una religione che ti invita al minimo indispensabile per sopravvivere, oppure, peggio, ti permette di fare ciò che vuoi, lasciandoti in balia dei tuoi istinti?
Cristo ti vuole libero sul serio, maturo e responsabile, ti invita a far parte di un Regno dagli orizzonti infiniti, e tu te la prendi?
Dio vuole che tu esca dall’anonimato di una folla, che non ti senta un discepolo generico, un numero fra i tanti, ma che risponda personalmente, assumendoti ogni rischio, pur valutando seriamente la tua scelta. Infatti, il suo discorso non è, genericamente, indirizzato ad una folla per l’appunto anonima, ma si rivolge a ciascuno
E che cosa pensare dell’affermazione esplicita circa la rinuncia ai propri beni, condizione indispensabile per essere suoi discepoli?
Giriamola come vogliamo, ma una cosa è certa: se il cuore è avido di cose, se il possesso delle ricchezze condiziona le proprie scelte c’è poco da sperare; prima o poi, la fede si affievolirà.
E’ chiaro che a noi laici Cristo non chiede la rinuncia ad ogni possesso; né chiede di ostentare una miseria compiaciuta e – in definitiva – orgogliosa.
Chiede quella libertà interiore che spazia dal maggior tempo da dedicare agli altri alla capacità di rinunciare ad un’abitudine o ad una comodità. E chiede anche – certo – di evitare il superfluo e di rivedere il concetto di essenziale.
Alla luce dell’Essenziale.
Passi utili da confrontare e meditare
Salmo 16
Salmo 23
Luca 9, 57 – 61
2 Corinzi 11,1 –12,10
Galati 6, 14 – 17
Appunti liberamente tratti ed integrati da commenti personali da:
Silvano Fausti, UNA COMUNITA’ LEGGE IL VANGELO DI LUCA, ed. EDB
Giorgio De Capitani, Lettura spirituale del VANGELO SECONDO LUCA, ed. Mimep – Docete
Luciano Bissoli
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