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MOLTIPLICAZIONE DEI
PANI
Lc
9,10-17
1. Gesù ha un rapporto positivo con la gente. Si era ritirato con i Dodici per stare un po' con loro e per sentire da loro come era andata la prima esperienza di missione. Le folle lo raggiungono, disturbando la privacy del gruppo. Gesù non le respinge, anzi le accoglie e si mette a parlar loro di Dio e dei suoi desideri (=il regno), senza sottrarsi ai bisogni concreti della gente (=curare le malattie).
2. I Dodici non mostrano grande simpatia per la gente. Vivono la folla come un peso, perché di fatto impedisce loro l'intimità con Gesù. E' buffo vedere in sequenza le loro reazioni.
Di fronte all'irruzione della folla sono costretti a subire il cambiamento di programma. Avranno pensato: "La giornata doveva andare in un altro modo... pazienza!".
Quando vedono che si fa sera e Gesù non dà segno di mandare a casa la gente, prendono loro l'iniziativa: si fanno avanti e ricordano al Signore che l'accoglienza ha un limite. Sembra di sentirli: "Ma hai visto che ore sono?!". La motivazione che portano ("lascia che vadano a cercare da mangiare e da dormire perché e' tardi") ha solo la parvenza dell'altruismo; in realtà, vogliono sbarazzarsi della folla per stare tranquilli dopo una giornata pesante. Ma Gesù li incarica di preparare la cena per tutti. Non e' difficile immaginare le loro obiezioni: "Ma come e' possibile. Bisognerebbe fare la spesa. E chi paga per tutta questa gente?!".
Mentre i Dodici vedono solo le difficoltà, Gesù prende i cinque pani e i due pesci (che erano la loro cena, secondo Fausti): li benedice, li spezza e li dà agli apostoli perché li distribuiscano alla gente. Il testo non descrive la reazione dei Dodici, ma possiamo intuire il loro disappunto.
Alla fine pero' dovranno ricredersi davanti alle dodici ceste piene di avanzi (una per ciascuno). Come dire: "Voi che pensavate di restare a digiuno. guardate qua".
3. C'è un particolare, nel brano, che ci colpisce: Gesù fa sedere la gente a gruppi di cinquanta. Non li lascia mangiare ognuno per conto suo, nell'anonimato della folla. Vuole che facciano un'esperienza di condivisione. Sembra dire: "Guardatevi in faccia mentre mangiate! Scoprite
la bellezza della comunione fraterna!". Questo spunto dice molto anche a noi, che siamo continuamente tentati dall'individualismo. Solo mettendoci insieme, in piccole comunità, possiamo trovare la forza di andare avanti e resistere all'ingiustizia.
4. Per finire, una considerazione su ciò che spinge la folla a cercare Gesù. Leggendo il versetto 10, sembra che tutta quella gente sia, almeno in parte, il frutto della missione dei Dodici. Annunciando il vangelo, gli apostoli hanno fatto nascere il desiderio di incontrare Gesù, di conoscerlo personalmente. L'arrivo della folla, dunque, e' la prova che hanno lavorato
bene. Eppure, adesso, gli stessi apostoli sembrano infastiditi da queste persone. Vogliono avere l'esclusiva del rapporto con il Signore. Non si rendono conto che il loro maestro e' venuto per tutti.
Dall'insieme di queste riflessioni ci pare di poter ricavare tre insegnamenti di Gesù:
- Non abbiate paura degli altri!
- Imparate a condividere, dando del vostro!
- Formate delle piccole comunità in cui vivere relazioni fraterne!
Cristina e Giovanni Giuranna
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